mercoledì 9 luglio 2014

La nuova spia per smartphone, iOS Android e Blackberry, parla Italiano, prodotto da “Hacking Team”

Lo usano tutte le polizie del mondo: è un tool che spia gli smartphone a distanza, nascosto e imprendibile. Nato in Italia ed esportato ovunque, serve per individuare i criminali, ma spuntano già i primi usi a scopo di spionaggio.
Milano, 7 luglio 2014 – Si chiama Remote Control System (RCS), ed è un software in grado di spiare qualsiasi cellulare: prodotto dall’Hacking Team, che a dispetto del nome è un gruppo di hacker italiani con sede a Milano, il tool viene venduto a tutte le forze di polizia del mondo

Lo hanno scoperto l’Università di Toronto e la compagnia di sicurezza Kaspersky: l’azienda del nostro paese ha sviluppato da diversi anni un sistema di controllo da remoto che è in grado di individuare un qualsivoglia dispositivo mobile con ogni sistema operativo, da Android, iOS, e Windows Mobile fino al BlackBerry e al vetusto Symbian, e attaccarlo a distanza senza dare alcun segnale. Ad essere meno esposto solamente iOS di Apple, in quanto RCS funzionerebbe solo in caso di jailbroke, una modifica al sistema mobile fatta da utenti esperti per poter maggiormente personalizzare il dispositivo.

Una volta giunto sul dispositivo, tramite attacchi di phishing mirati o vulnerabilità nel sistema, il pirata informatico può intercettare e registrare chiamate, messaggi SMS e le conversazioni via chat eseguite con le più popolari applicazioni come Viber, Whatsapp e Skype, ma anche leggere ogni documento registrato, spiare il calendario, tracciare la posizione dell’utente, registrare una foto della schermata attualmente visualizzata dall’utente, oltre a captare informazioni sui social network come Facebook e da tutte le app di terze parti. Un controllo pressocchè totale del telefono della vittima, che avviene da remoto e che tra l’altro può essere gestito dietro a firewall particolarmente potenti che impediscono non solo di accorgersi dell’operazione di spionaggio ma anche di rintracciare eventualmente colui che sta spiando lo smarpthone.

RCS sarebbe un software talmente efficace, che sarebbe venduto dall’azienda milanese su larga scala da diverso tempo: anzi, nel report di Kaspersky, sembra che praticamente tutte le forze di polizia mondiali siano solite acquistare il programma italiano ed utilizzarlo nel corso delle loro indagini. In particolare, negli Stati Uniti risiederebbero 64 server da cui il programma RCS viene lanciato contro obiettivi nel mondo, seguiti dal Kazakhstan con 49, Ecuador con 35 e Inghilterra con 32, sebbene “la presenza di questi server in questi paesi non significa che siano utilizzati proprio da queste nazioni in particolare – spiega Sergey Golovanov, capo della ricerca di Kaspersky Lab – ma piuttosto che in queste località esistono delle leggi con il minimo rischio in caso di utilizzo di server per questi scopi”.

Ma al termine della ricerca si lancia un chiaro messaggio di allarme: mentre l’Hacking Team assicura che il prodotto viene utilizzato solamente per compiere indagini di polizia e contro criminali e ricercati, da Toronto avvisano della registrazione di alcuni attacchi verso personalità politiche dell’Arabia Saudita, Malesia, Marocco ed Etiopia, segno che RCS potrebbe sconfinare dagli stretti obiettivi di sicurezza e diventare uno strumento di spionaggio a livello internazionale.

Fonte: http://www.checkblacklist.it/
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